Reset, subito!

alluvioneBel servizio del Tg4 (visto per caso mentre mangiavo al volo in pizzeria) sull’alluvione di Genova, con paragoni tra il 2011 e ieri. Stessi posti, stesse angolature di ripresa, stessi danni, stesse lacrime. In parole povere non è stato fatto niente e i fondi stanziati per l’emergenza del 2011 chissà dove sono andati a finire.
Fine del servizio e subito dopo ne parte un altro. Senza tornare in studio. Il matrimonio della Hunziker: tre minuti di papillon, minigonne, tacchi 15, gioielli, ricchi premi e cotillon.

Questo è un Paese che va assolutamente resettato. Usciamo in 60 milioni dalle frontiere, causiamo un alluvione come quella di Genova, ma su scala nazionale. Poi rientriamo e ricostruiamo tutto. Avendo avuto però ben cura di lasciare dentro la frontiera una classe politica – sia quella vecchia col doppio petto, che quella giovane con i mocassini e i pantaloni a zompo (almeno è pronta per l’alluvione) – totalmente inefficiente e colombianamente corrotta fino al midollo.

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Oggi siamo tutti sardi

alluvioneHo sempre pensato “bello addormentarsi in un isola”. Sentirsi coperto su tutti e quattro i lati… un senso di protezione e intimità.
Contro la natura però, nulla funziona da scudo.
Noi stessi si però.
Tra i servizi visti oggi, uno del Tgcom. Un sardo, olbiense. Casa distrutta. Un parlare pacato e scandito. Sardo. “Bisognerebbe pulirli i canali ogni tanto. Contro tutta questa pioggia poco puoi. Ma quel poco si potrebbe fare”.
Mica incazzato. No. Calmo, con indosso il pigiama da due giorni. Bagnato. Con la pala in mano e tanti secchi di fango come contorno.
“Cosa farò? Mica è tanto complicato. Ho fatto venti anni di sacrifici con mia moglie per costruire questa casa. Ne farò altro venti a cominciare da oggi. E’ semplice”.
Oggi siamo tutti sardi.