A Gualdo Tadino Presciutti sindaco, analisi di una vittoria schiacciante

La divisione non paga mai. È un dato assodato e provato ieri dai risultati delle elezioni comunali di Gualdo Tadino.
Il centrodestra che decide di fare le primarie in sede elettorale è paragonabile a un allenatore che decide di provare giocatori e schemi durante una finale di Champions.

Un antefatto curioso. Durante un recente viaggio all’estero della nostra redazione, in cui era presente per il suo ruolo istituzionale anche il Sindaco confermato ieri, come novelli Nostradamus gli dicemmo “secondo noi per correre ti hanno praticamente preparato un’autostrada a quattro corsie. Non ci sarà neanche bisogno del ballottaggio. Arrivi al casello e prendi l’uscita per Gualdo, mentre gli altri staranno ancora decidendo quale statale percorrere”. Presciutti si dimostrò scettico. Molto scettico. Il contrario di quello che abbiamo visto e sentito la scorsa settimana durante il confronto di Trg, dove il ruolo gli aveva imposto di apparire più sicuro di quello che era dentro.

Presciutti non era affatto sicuro. Per prima cosa era consapevole che un ballottaggio sarebbe stato assai rischioso, perchè stavolta dall’altra parte non aveva, come nel 2014, competitors che facilmente potevano essere spostati dalla sua parte.

Poi le recenti vicende regionali, che non lo avevano per nulla agevolato. Per ultimo il risveglio di ieri mattina. Traumatico. Una Lega volata al 42% lo aveva spinto, come ha confessato durante la nostra intervista, a whatsappare tutti i suoi candidati con la frase “Tranquilli, faremo come il Liverpool contro il Barcellona”. Che tradotto vuol dire che tranquillo non lo era affatto.

Alle elezioni comunali contano però le persone. I partiti quasi si annullano. Anzi, senza il quasi. Il Messi di turno diventa un giocatore qualsiasi e le rimonte diventano possibili. E quindi il centrodestra deve interrogarsi, oltre che sulla scellerata decisione delle “primarie”, se la scelta dei candidati sia stata politicamente quella giusta. A leggere i risultati sicuramente no.

La Lega si è svegliata con un 42,6% ed è andata a letto con un 9,7%. Qui i dati parlano da soli e non aggiungiamo altro se non che, comunque, un esponente del Carroccio entrerà per la prima volta in consiglio comunale.

Forza Italia, che conta forse più fidelizzati al partito di qualsiasi altro concorrente, ha praticamente confermato il risultato del 2014, ma stavolta ha avuto al suo fianco una lista notevolmente più debole, che ha portato un misero 4%.

Il Movimento 5 Stelle ha eguagliato il risultato del 2014, aumentandolo leggermente. Anche per i grillini comunque voti dimezzati rispetto alle Europee.

La lista di Cambiotti ha fatto nulla di più di quello che fanno le nuove liste civiche, portando a casa un fisiologico 7,9% che ripartito sui 32 candidati fanno esattamente una media di 20 voti a testa. Pochini per lasciare un segno nella storia.

I gualdesi per la prima volta nella storia del doppio turno a Gualdo Tadino hanno quindi scelto un Sindaco senza pensarci due volte. Questo è il punto di partenza imprescindibile e sacro, perché fino a prova contraria il voto degli elettori, in democrazia, è sacro. Punto di partenza che non deve far cullare il neo sindaco sugli allori e punto di partenza per le opposizioni che, secondo noi, di errori durante la campagna elettorale ne hanno fatti tanti (ne ha fatti anche la maggioranza).

In primis l’uso scriteriato dei social, la vera prima arma di una “battaglia” che dovrebbe basarsi sui contenuti e invece si è basata molto sugli attacchi e sulla classica fotografia della cicca di sigaretta in terra o del marciapiede sporco e spiattellata in prima pagina. Non funziona più così. Forse non ha mai funzionato, ma oggi proprio no.

Poi la gente. La gente ha bisogno di conoscere bene i candidati, di parlarci, di sapere che sono dalla parte dei loro problemi. Ha bisogno di vedere la sincerità negli occhi, perché la sincerità non si legge, ma si vede. Una candidatura a sindaco di una città comunque importante come Gualdo Tadino non va programmata in sei mesi, ma almeno nel triplo del tempo.
È vero che il sindaco, essendo sindaco, ha più possibilità di stare in mezzo alla gente, ma è anche vero che qualche soggetto è arrivato colpevolmente in ritardo. Una dichiarata strategia di “marketing” assolutamente sbagliata. Negare, addirittura minacciare di querela chi aveva pubblicato il proprio nome e poi uscire allo scoperto è stata una tattica devastante, che alla fine si è rivelata tale.

Il vincitore: Presciutti, insieme a Pinacoli, è stato il sindaco più “populista” delle sinistre gualdesi e questo alla fine ha pagato. Non lo diciamo noi, ma i numeri.
Secondo la logica delle elezioni amministrative, paga spesso anche a prescindere dal livello più o meno alto dei risultati ottenuti. Per dovere di cronaca i “più o meno” di Presciutti sono venuti nei cinque anni più economicamente difficili della storia gualdese, che temiamo siano tutt’altro che finiti.

Ma ci potrebbe essere altro. Queste elezioni, ma anche gli ultimi 5 anni, si sono svolte nel pieno della bagarre Comune – Comunanza, è inutile negarlo. C’è la questione Rocchetta e c’è stata recentemente, proprio nel culmine della contesa, la querelle della pineta di Sascupo.
La netta e schiacciante vittoria di Massimiliano Presciutti potrebbe aver svelato da che parte sta la cittadinanza gualdese?
Sì, potrebbe essere, dato che tutte le opposizioni hanno dichiaratamente espresso la loro intenzione, una volta eletti, di volersi avvicinare, se non sposare, la causa della Comunanza Agraria.

In ogni caso buon lavoro a tutti. Alla maggioranza, che tra le tante altre cose dovrà cercare di tirarci fuori da questa crisi asfissiante, e all’opposizione che dovrà vigilare e proporre e a cui imploriamo e imponiamo di non eclissarsi, perché senza una buona opposizione non c’è un buon governo.

Per finire, una considerazione personale e quasi scherzosa, dato che è espressa da una testata giornalistica che si è battuta e continuerà a battersi per la liberazione del centro storico dalle auto e che spessissimo ha denunciato la situazione vergognosa di piazza Mazzini proponendo soluzioni praticabili (ce ne sono). Un candidato ha dichiarato nell’ultimo confronto televisivo: “I gualdesi sono abituati a prendere l’automobile per tutto quello che devono fare in centro. Bene. È nostra intenzione aprire al parcheggio piazza Martiri estendendo il tutto, se necessario, anche a piazza Soprammuro”.

Ecco, da partigiani del decoro urbano quali siamo, da oppositori di qualsiasi amministrazione che permetta i cimiteri delle auto nei centri storici e confidando sempre nella “liberazione” di piazza Mazzini, possiamo allegramente dire che piazza Martiri e il Soprammuro hanno scacciato l’invasor!

© Marco Gubbini 2019, editoriale per Gualdo News – TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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