Strade blu

Nelle cartine stradali degli Stati Uniti le “strade blu” sono quelle secondarie. Piccole vie di comunicazione, che congiungono paesi e cittadine molto spesso sconosciute.Molti anni fa comprai un libro per corrispondenza. Uno dei mille. Un autore sconosciuto, ma una di quelle recensioni di cinque righe che tocca subito i nervi giusti. Il libro si chiamava (si chiama ancora) Strade Blu. L’autore, un moderno pellerossa in blue jeans di nome William Least Heat-Moon. L’argomento, il suo viaggio di tre mesi nel cuore degli States percorrendo solo le strade secondarie di una Nazione solcata da autostrade ad 8 corsie che ti portano senza … Continua a leggere Strade blu

A dopo, Gabo

L’immortalità esiste e va di pari passo col talento.Chi ha talento lascia segni della propria esistenza, che vanno ben oltre la morte. Uno scrittore, un pittore o un musicista non muoiono mica.Gabriel Garcia Marquez non è morto. È sul mio comodino insieme a tanti altri. Che siano ancora di questo mondo oppure no, non ha importanza. Essi sono vivi dentro quelle pagine e lo saranno finché esisteranno occhi per leggere e cuori per capire.  Saranno sempre immortali prestigiatori di parole ed eterni burattinai delle nostre emozioni. A dopo, Gabo. Continua a leggere A dopo, Gabo

Musica, poesia e calcio

Appena visto Federico Buffa, su Sky, raccontare i Mondiali del 1950 in Brasile. Il primo di una serie di monologhi dedicati ai mondiali di calcio. Un concentrato di storia, letteratura, avventura, emozioni. Praticamente colleghi il cervello nel momento della sigla e lo scolleghi ai titoli di coda. Questo è il giornalismo che mi piace. Ipnotizzante e puro. Quello che ti fa appassionare di un argomento che fino a ieri non credevi neanche esistesse. Lo consiglio a chi odia il calcio, a chi pensa che sia solo questione di soldi, di “ventidue deficienti che tirano calci”, che penso sia l’espressione più banale e … Continua a leggere Musica, poesia e calcio

Auguri Fenderina…

Questa piccola ragazza americana, lunedì compirà 30 anni.Tremavo, mentre mio padre in negozio staccava i tre assegni postdatati da 500.000 lire l’uno, perché la sfida era quella di ridarglieli facendola lavorare. Ci riuscii, a guadagnare quel milione e mezzo. Con un’estate e un inverno di palchi sparsi per l’Italia. Serate di liscio – sì, di liscio – indimenticabili, massacranti e divertentissime. Lui quei soldi, ovviamente, non li volle mai indietro. Auguri, Fenderina Continua a leggere Auguri Fenderina…