“La morte? Come il mare”

francesco-di-giacomoDue pensieri. Purtroppo tristi.
Il primo per una delle più belle voci della musica italiana, Francesco Di Giacomo. Per il ricordo dei brividi che mi dava il Banco del Mutuo Soccorso. Per i concerti visti, anche quelli di Gualdo Tadino. Il primo nel millenovecento-nonmiricordo alla discoteca Papillon. Lì lo intervistai, chiedendogli anche quello che chi intervista non dovrebbe mai chiedere: un autografo. Utilizzai un foglietto appoggiandolo sopra il portafogli. Con le sue manone, che stridevano con il dono che aveva ricevuto, quella voce dolce, incredibile, quasi da soprano, bucò sia il foglietto sia il portafogli!

Il secondo per una mia ex compagna di scuola a cui la vita ha dato meno di quel che si meritava. Succede, la vita è molto spesso avara e avida. A lei un regalo lo aveva anche fatto: nel periodo più magico dell’esistenza, quello della scuola, le aveva regalato una bellezza incantevole. E così la ricorderò sempre: come la più bella del liceo. Non è poco per una vita breve. Ciao Stefania

“La morte? La paragono al mare. Immenso e aperto” (F. Di Giacomo)

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