A whiter shade of the… emotions

Gary BrookerMettete le cuffie, alzate il volume e non perdetevi neanche una nota di questa versione di un capolavoro immenso. Che poi, va bene l’intro con gli archi, va bene il pianoforte, va bene la voce di Gary Brooker che non conosce età, però… Però il miracolo della musica non è quando pensi: “quant’è bella”. No, il miracolo è il momento in cui ti viene la pelle d’oca. Lì ti accorgi che dalle orecchie è arrivata al cuore senza passare per il cervello.

Qui, è al minuto 3:02 che avviene questo piccolo, grande, fenomeno chimico. Quando arriva l’Hammond, che ha segnato questo pezzo e un pezzo di storia della musica, che ti massacra di brividi.
Mettete le cuffie, alzate il volume e chiudete gli occhi. Esattamente come fa Gary Brooker, che questa perla l’ha scritta quando aveva ventidue anni. L’avrà eseguita dieci milioni di volte. Una routine. Ma ancora adesso, a quasi settanta anni di età e quasi cinquanta anni dopo averla creata, la canta per sei minuti ad occhi chiusi. Perché si fa il callo a tutto, ma non ai brividi che ti procura una melodia immortale. Anche se è frutto del tuo stesso talento.
Gary Brooker è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico, tra le onorificenze più importanti del Regno Unito.
Anche sapere che c’è una Nazione che crede così fortemente nella cultura della musica, fa venire la pelle d’oca.

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