La musica deve essere vissuta

Time MachineÈ stata una serata talmente intensa e forse inaspettata, che a fine spettacolo ero emozionato più che all’inizio. Talmente emozionato che, quando mi hanno chiamato al microfono, non ho trovato neanche le parole. Solo quel ‘grazie’, che però riassume tutto.
La cosa più bella che ho sentito è che, in certi momenti, abbiamo fatto venire la pelle d’oca. Ecco, credo che far venire la pelle d’oca dall’emozione significa non solo aver interpretato bene una canzone, ma anche averlo fatto col cuore. È solo dal cuore di chi suona che può partire la reazione che porta all’emozione di chi ascolta. Non parte mica dalla tecnica! Noi, ve lo giuriamo, di cuore ce n’abbiamo messo tanto.
Grazie ai miei compagni di note e grazie a tutti quelli che eravate ieri sera. Se potete, passate la vostra vita con un sottofondo di note. La musica ha bisogno semplicemente di essere vissuta.

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Ring of Fire

June Carter Johnny CashJune Carter stava desiderando l’uomo di un’altra donna, il che voleva dire violare uno dei dieci comandamenti. Amare Johnny Cash era un peccato, e per lei il contrappasso per il peccato era la morte. Una morte nella quale il peccatore avrebbe passato l’eternità a non far altro che bruciare.

Il momento in cui June Carter riconosce a sé stessa di amare Johnny Cash, è molto simile – nel tipico modo di una canzone d’amore country – al quello in cui Huckleberry Finn decide di aiutare lo schiavo nero Jim a scappare, anche se gli hanno insegnato che farlo è sbagliato. «E va bene» dice Huck, «andrò all’inferno».
“Ring of Fire” divenne la hit numero uno di Johnny Cash nel 1963. Poi, finalmente, lui divorziò. E June divorziò. Nel 1968 si sposarono. Fu la più grande storia d’amore del ventesimo secolo.