I cocci e le buche

Festa della Ceramica 2013Sono figlio di un ceramista. Un ceramista orgogliosamente gualdese, uno di quelli che amavano farsi chiamare “cocciaio”, uno di quelli che anche dopo la pensione, purtroppo per troppo poco tempo, non ha mai voluto staccarsi da un mondo che riteneva suo. C’era attaccato con le unghie a questo mondo dei “cocci”. Uno di quelli che a Ischia diceva di essere un ceramista di Gualdo Tadino. Mica solo un Ceramista.
Per questo, ma non solo per questo, penso che la festa della Ceramica ce la dobbiamo tenere stretta. Così come dobbiamo tenere stretto, accarezzare, tenere in vita e orgogliosamente mostrare, tutto quello che rappresenta da dove veniamo. La cultura è anche questo: non dimenticare mai che cosa ha fatto crescere la nostra comunità, che cosa hanno fatto i nostri padri. Se la cultura ci entra dentro, saremo sempre capaci di emozionarci davanti ad un piatto di Rubboli o Santarelli. E con questa sensibilità sapremo affrontare i problemi della vita in maniera pacata, intelligente e costruttiva.
Voglio essere duro: chi chiede a gran voce che gli venga riparata la buca della strada di casa, ha tutto il diritto di urlarlo a squarciagola e chi amministra il dovere di provvedere. Ma chi chiede a gran voce che INVECE di aprire musei e organizzare eventi culturali, i governi dovrebbero investire questi soldi per riparare la buca della strada di casa… chi chiede questo, è il triste frutto della carenza degli stessi musei e degli stessi eventi culturali.

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