Grazie e benvenuti

Schermata 2013-04-23 alle 14.32.19Pensavo fosse più difficile scrivere l’ultimo editoriale per Gualdo Biancorossa. Probabilmente l’ultimo in assoluto per il sottoscritto, dato che penso che un giornale del genere, in certi campionati, abbia bisogno di una voce più imparziale rispetto a quella di un addetto stampa. Invece è stato leggero leggero.

Perché domenica al novantesimo non morirà niente. Perché porteremo in dote la nostra storia e la nostra esperienza. Perché saremo sempre NOI. Esattamente come faranno gli altri.

Domenica al novantesimo darò solo un occhiata allo stemma che porterò sulla felpa. Questo sì. Lui, lo scudo biancorosso, sa che non l’ho tradito e che mai lo tradirò. Perché sa che resterà incollato anche alle felpe future. Con un aspetto un po’ diverso, accanto ad un simbolo amico insieme al quale rappresenterà un territorio più vasto e più forte. Ma ci sarà. Lui da sempre rappresenta la mia città, la stessa che mi ha insegnato che, quando guardare avanti significa il BENE del territorio, è BENE guardare avanti.

Grazie a tutti i lettori di questa stagione. Grazie a tutti i tifosi.
Un benvenuto ai lettori e un benvenuto ai tifosi di ciò che sta per arrivare.

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Il popolo della montagna

Posto questa stupenda poesia di Dorino Bon, escursionista e blogger. Per poterla rileggere ogni  tanto…

 

Siamo noi quei puntini
che gli altri vedono lontani
lassù tra cielo e rocce
tra aquiloni e deltaplani.
Siamo noi
quelli strani
che in fretta scappan via
dalla terra verso il cielo
per poter restar lontano
da noia e ipocrisia.

Siamo noi quelli che stanno
quasi sempre lassù in alto
tra la terra
il cielo e il manto
di migliaia di colori.
Siamo quelli che in basso
han paura di morire.

Siamo noi quelli che stringono
corde
chiodi e fessure
rocce
cenge ed ogni cosa
che ci aiuti a salire
sulla forza dei nostri passi
sulle creste delle alte vie.

Siamo noi quelli che vedi
sulle cime penzolanti
mentre scrivono sui libri
fiumi di parole grandi,
emozioni indescrivibili
da stringere nel cuore
in un istante forte e chiaro
in un istante da scolpire.

Siamo noi
si, siamo noi
quelli che tu non capisci
quando restano per sempre
dentro al bianco dei dolori
con il grigio delle rocce
stretti forti dai ricordi
e dalle urla degli amori.

Siamo noi quelli che siamo
così strani, forti e veri
storie uniche in salita
sempre in cerca di nuovi cieli.

Siamo noi quelli che stringono
un panino e una birra
donne, uomini, bambini
che si tengono per mano
stretti, stretti dentro al mondo
di una preghiera detta piano.

Siamo noi quelli che stanno
dentro ai passi di fatica
spinti forte verso l’alto
di una goccia di sudore
diventata ormai amica.

Siamo noi quelli che scrivono
“I love” sulla lavagna
dentro ai libri
sulle cime
nelle vette con la nebbia
siamo noi
ora e per sempre
il popolo della Montagna.

(Dorino Bon)