2013 Odissea nello Stato

Rivelo il mio voto. Aperte le schede all’interno della cabina, nessuno dei partiti raffigurati rappresentava più del 50% di me stesso, condizione ‘sine qua non’ per essere coerente ed uomo. Ergo, sono andato a votare non rispettando il verbo. Semplicemente il menù non mi è piaciuto e, oltretutto, non avevo affatto fame. Sbagliato? Non lo so, ma io se non ho fame non mangio. Neanche per educazione. Vomiterei e basta. Cosa cercavo? A parte l’ideologia – quella c’era tra i simboli – cercavo novità. Come è nella mia indole e come hanno fatto milioni di italiani. Normale cercare novità quando tutto … Continua a leggere 2013 Odissea nello Stato

Farrokh Bulsara

Pausa pranzo con sguardo, non tanto distratto, alla tv che manda un documentario su Farrokh Bulsara. Premesso che la musica andrebbe ascoltata e non giudicata, tutte le volte che si parla di carisma, presenza scenica, eleganza e fascino per i vincitori dei vari Sanremi (plurale), XFactors, Amici e compagnia bella, bisognerebbe parametrizzarsi con questo tizio di Zanzibar il cui credo era “se devi fare una cosa, falla con stile”. E già questo lo solleva tre metri sopra il cielo. Gay, il cui più grande amore fu una donna. Gay a volte checca, a volte il contrario. Gay che non ha … Continua a leggere Farrokh Bulsara

Pioverà, governo ladro

Assisto disgustato all’ennesima campagna elettorale delle promesse, ma ho smesso di interessarmi alla politica nazionale. Mi sento semplicemente impotente contro colossi della cialtroneria che hanno in mano l’Italia da sessantotto anni. L’Italia ridotta come la peggiore realtà sudamericana. Corruzione ai massimi livelli, una burocrazia che istiga al terrorismo, una giustizia dai tempi biblici e regolari salti con l’asta per scavalcare le leggi. Un’Italia vecchia fatta di uomini vecchi. Faccio spesso l’esempio della SIAE, una delle associazioni a delinquere legalizzate con sede nel suolo italico, che ha eletto commissario straordinario un giovane di novantadue anni e che ha un debito di … Continua a leggere Pioverà, governo ladro

Povera musica

Povera musica. Dove sei? Dove ti sei cacciata? Dove ti hanno nascosta? Triste contorno di abiti d’alta moda, pailettes e tacchi a spillo; all’ombra di comici noiosi, di ospiti che con la musica c’entrano quanto Fazio con le imitazioni. Usata come clava politica, mentre le note un colore non ce l’hanno. Dice che si chiama festival e quindi ti dovrebbero fare la festa, ma sui giornali leggo nove righe che parlano di comici-politici-che-sparlano-dei-politici e una riga sulla bruttezza delle canzoni. E tu? Dove sei? Non ti ho trovato neanche in quei brevi momenti in cui vedevo l’orchestra imbracciare gli strumenti. … Continua a leggere Povera musica