“Massimo” rispetto

Novantesimo. Massimo Costantini, allenatore della Nestor di Marsciano, abbandona la panchina e si dirige verso il tunnel che porta agli spogliatoi. Novantesimo. Il momento più ad alta tensione. C’è di mezzo lo stress accumulato e, dopo una sconfitta, questo è spesso cattivo consigliere anche dopo una partita tranquilla come quella tra Gualdo e Nestor.

Al capitano del magnifico Gualdo degli anni novanta, lo stress è sempre sembrato scivolare addosso come la pioggia in una giacca impermeabile. E’ da quella giacca che Massimo tira fuori una sciarpa biancorossa. Con quella si dirige sotto il settore dove i tifosi stanno festeggiando l’ennesima vittoria di un Gualdo che vola sempre più alto. Il saluto più bello. Una scena mai vista in questo stadio che di cose belle ne ha viste tante.

In sala stampa la scena si ripete. Dopo l’inevitabile domanda sul passato, sulla Città che l’ha visto sfiorare la serie B, sulla Città che ha cresciuto i suoi figli, Massimo cede di nuovo e si congeda dalle telecamere e da alcuni tifosi che intanto erano scesi per salutarlo, tirandosi su la tuta e mostrando una vecchia t-shirt con la scritta Ultras Gualdo.

Li abbiamo visti. Abbiamo visto gli occhi lucidi di chi quel Gualdo l’ha vissuto e di chi quel periodo se l’ha fatto raccontare. Se non c’eravate, perché eravate piccoli, ora che siete a casa e state leggendo questo pezzo, fatevi raccontare chi era capitan Costantini, anche se oggi l’avrete senz’altro capito. Se non c’eravate, perché eravate piccoli e in più giocate anche a calcio, fatevi raccontare l’uomo che è Massimo Costantini, perché se giocherete a calcio seguendo l’esempio di quelli come lui, vorrà dire che avrete imboccato la strada giusta in un viaggio dai mille bivi.

Un calciatore di maglie ne indossa tante, così come un allenatore. Però quando vai a casa e ti spogli per andare a letto rimani solo con la tua pelle. Non ce ne voglia la Nestor e non ce ne vogliano tutte le squadre che avranno in futuro l’onore di essere allenate dal nostro ex condottiero, ma Massimo quella non l’ha mai cambiata. E mai la cambierà.

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