Considerazioni… biancorosse

In questi giorni, rivedendo le foto e i video di domenica scorsa, mi ritorna spesso in mente quell’ottobre del 2003. Il periodo in cui è nata l’amicizia con Roberto Balducci. Il Baldo veniva da stagioni frastagliate con la maglia biancorossa e si apprestava a diventare meritato leader di una squadra che ci regalò soddisfazioni immense. Terzo posto dietro Grosseto e Sangiovannese e finale playoff per la C1. Ci vedevamo nella palestra Freetime, allora gestita da Roberto Casaglia. Fu dalla loro mente vulcanica che venne fuori l’idea di un calendario benefico, che ebbe un successo incredibile e a cui io ebbi l’onore di collaborare.

Al di là di questo, fu in quella palestra che il Baldo, Roberto e io cominciammo la nostra piccola missione. Quella di riportare la gente allo stadio e cercare di ricreare entusiasmo in una Città che l’aveva perso. Allora si era tra i professionisti, ma il nostro fu un rapporto che sfociò subito in amicizia vera. E guardate che questo non è così scontato tra giocatori professionisti e operatori dell’informazione.

La scommessa la vincemmo in occasione di un Gualdo-San Marino, dopo un appello del Baldo e un martellamento mediatico radio-tv-giornali alla maniera mia e di Roberto (al diavolo la modestia). Mi ricordo che entrai in campo per fotografare la stretta di mano dei capitani, mi girai all’altezza del cerchio del centrocampo e vidi il frutto del nostro lavoro: duemila spettatori. Ovviamente quella partita la vincemmo, perché quelle partite, come quella di domenica, è logico che le vinci.

Da lì iniziò un escalation che ci portò alla finale playoff per la serie C1. Andò come andò, ma noi tre vincemmo comunque. Seguirono gli anni che tutti conoscono. Arrivò la promessa che io e Roberto facemmo davanti al busto del Presidentissimo, quella di continuare a raccontare il Gualdo anche in Promozione. Credetemi, è durissimo passare dalla sala stampa del Del Conero di Ancona a quella di Pila (che neanche c’è), ma quando fai questo mestiere non per mestiere, ma per pura passione ti riesce l’impossibile, figuriamoci le cose difficili!

E’ tornato anche il Baldo, prima come giocatore e poi come allenatore. E’ tornato anche quel sapore sottinteso di sfida, di scommessa, tra me, lui e Roberto. Ormai ci basta uno sguardo per pensare all’unisono “scateniamo l’inferno mediatico”.

Il Baldo ha fatto il suo, la squadra uguale, io e Roberto pure. E quando girano ‘ste tre cose il Gualdo diventa imbattibile :-). E allora quello che ho visto domenica non è stato solo simile a quel Gualdo-San Marino. E’ stato molto, ma molto più emozionante, non solo perché mille spettatori in Eccellenza non ce l’avrà mai nessuno, ma perché ai nostri filmati, alle nostre foto, ai nostri articoli, sono seguiti tante foto, filmati e scritti di voi tifosi. Questo è un successo che va al di là di una partita di calcio vinta ed è un patrimonio che vi prego di non disperdere.

Ovviamente il successo di una stagione è merito della società, dei giocatori e dello staff tecnico. Non voglio certamente sostituire tutto ciò con qualche filmato strappalacrime, ma quello che è successo domenica è la dimostrazione che vincere, in fin dei conti, è facile: basta che ognuno faccia il suo. Stop. Nient’altro.

Sono cambiate tante generazioni da quando si giocava Gualdo-Palermo, ma ancora ieri, io, Roberto e il Baldo eravamo alle otto di sera fuori l’antistadio a discutere di come muovere il pubblico affinché gli venga la voglia di seguirci a Trestina. Dopo otto anni da quel Gualdo-San Marino.

Stasera tornando a casa e accendendo il pc, ho visto nuovi filmati, nuove foto e allora ho deciso che questa vigilia della partita di ritorno la passerò riposandomi. Niente video, articoli “caldi”, nulla. Lascio fare a voi. Siete diventati bravi e, con enorme soddisfazione, penso di aver già individuato qualcuno che fra altri otto anni potrebbe stare insieme a me e Roberto a discutere di quanto è bello il Gualdo davanti al busto del Tamburino.

Forza ragazzi!

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