Il calcio e l’allegria

Editoriale “Gualdo Biancorossa” n. 14 del 20 marzo 2011

Cambieranno i gesti atletici, qualche schema, ma sapete quello che realmente differenzia una partita di calcio da un’altra? La categoria? Le individualità? Le occasioni da gol? Tutto sbagliato. Una partita di calcio, una squadra di calcio, può essere triste o allegra. Questa la vera differenza. Serie A o terza categoria c’entrano poco. Un esempio: le squadre di Del Neri sono tristi, le squadre di Zeman sono allegre. E’ solo un modo di essere e di pensare il calcio e di riflesso la vita, ciò che fa la differenza.

Triste, una squadra di Balducci non sarà mai. Perché avrà sempre la possibilità di vincere (o di perdere) contro chiunque. Ecco cos’è il calcio. Non lo andate a cercare all’Olimpico, non andatelo a sintonizzare alla radio mentre sedete sulle scalee del Carlo Angelo Luzi. Il calcio è qui. Un calcio senza angoli retti, come non li hanno le nostre montagne. Un calcio fatto col cuore e non con i soldi. Il cuore di una società, che in mezzo a tante difficoltà ci sta regalando emozioni e passioni che parevano sopite. Il cuore di ragazzi, che hanno deciso di farci emozionare ogni domenica, che hanno deciso di andare fino in fondo e di provare a regalarci e regalarsi un appendice al campionato.

Il cuore dei tifosi. Perché giocare senza di loro sarebbe come ballare senza musica. Splendidi domenica scorsa, solari e mitici come la squadra per cui si sgolano sugli spalti. La classifica ci dice che i playoff non li dobbiamo conquistare, perché nei playoff ci siamo già. Dobbiamo solo tenerli stretti tra le braccia, accarezzarli, ma nello stesso tempo difenderli con le unghie e con i denti, come si fa con un figlio.

Accipicchia! Mi hanno chiesto, in questa rubrica, di parlare della partita di oggi e non ho neanche nominato l’avversario. Si chiama Cannara e ci renderà la vita dura, sicuramente più dura di quello che ha fatto la Nestor domenica scorsa. Ma non importa. Noi siamo qui per vedere il Gualdo. Per gustare l’allegria che uscirà dal tunnel e si riverserà in campo. L’allegria che vedremo nei visi dei biancorossi che ci saluteranno prima del fischio d’inizio, quella con cui solcheranno l’erba del Luzi, con cui calceranno una palla che, strumento di gioco fin dalla nostra culla, preferirà i piedi allegri a quelli tattici. Tutto ciò varrà il prezzo del biglietto. Voi siete tutti invitati. E lasciate le radioline e gli smart-phone a casa. Oggi è qui che si gioca a calcio.

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