In Media stat veritas

Riflessioni sullo stato attuale dell’informazione nella mia città
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Non so quante volte si è parlato del problema “media” nella nostra città. Tante. Proponendo a volte soluzioni, abbozzando anche qualche riunione, ma mai giungendo ad una soluzione che potrebbe attenuare quella che sta diventando una mancanza che si sta avviando verso la cronicità. Cronicità paradossale, se pensiamo che la nostra Città è stata, in un passato non tanto remoto, fiore all’occhiello ed esempio per l’intera regione. Due tv private (Rete7 e Gualdo TV23) ed una radio che raggiunse nella metà degli anni ‘80 picchi di ascolto di 25000 utenti; questo era il broadcasting di Gualdo fino a quindici anni fa.

Considerate che, a livello giornalistico, nei quotidiani e nei periodici locali operano, salvo rare eccezioni, ancora i soggetti formati professionalmente nelle tv citate e a Radio Tadino. In tutti i settori, dalla cronaca alla politica passando per lo sport. Oltre al grandissimo, quasi insormontabile problema della mancanza di comunicazione, c’è anche quindi quello del pressoché inesistente ricambio generazionale. Non ci sono più quelle che per tutti noi sono state palestre formative d’eccezione. Un ragazzo gualdese negli anni ’80/’90 poteva operare in maniera semiprofessionale in un settore che molti corregionali neanche potevano sognare. Ciò per il numero di possibilità (due tv e una radio in una città di 15000 abitanti sono un’enormità) e per la professionalità e la tecnologia che, fino alla fine, sono sempre cresciute.

Il panorama attuale è quasi deprimente. Non mi stancherò mai di coprire di elogi Radio Tadino. Un po’ perché me lo impone il cuore, ma anche perché sopravvivere nell’era dei network e delle hit-radio è come percorrere in bici tutti i giorni l’intera autostrada del Sole. C’è il lavoro che tutti noi facciamo ogni giorno sui giornali locali e su vari siti internet, ma parliamoci francamente: la mancanza di un mezzo fondamentale come la tv si fa sentire eccome! La creazione di una web-tv (dai costi bassissimi) è stata una delle idee di cui avevamo discusso con qualche protagonista di Tadinates, ma andando avanti almeno io personalmente mi sono reso conto, che i tempi non sono ancora maturi per considerare questa soluzione fruibile in maniera semplice e totale da parte dell’utente (e forse mai lo diventerà).

Quello che si fa sentire, tristemente, è anche la mancanza di un editore locale o, perlomeno, un editore imparziale. Sui due giornali regionali la nostra Città ha il proprio spazio gestito egregiamente, ma alzare la testa al di fuori di quello è impresa improba. Faccio l’esempio della notizia del prossimo campionato italiano di mountain bike – ripeto: italiano – snobbata incredibilmente dalla pagina sportiva del Corriere dell’Umbria, nonostante un regolare comunicato stampa. Corriere, che ha però pubblicato non so quanti speciali su una corsa automobilistica che si è svolta lungo la salita del Bottaccione.

Una tv? Ci sarebbe, ma non riesce, secondo me e l’ho scritto trenta miliardi di volte, a scrollarsi di dosso quella caratteristica di parzialità nelle notizie riguardanti il comprensorio. Ecco allora che il panorama attuale non è solo deprimente, ma anche dannoso per lo sviluppo del territorio. Faccio un altro esempio.

L’altra sera mi sono imbattuto in un servizio che parlava della possibilità della chiusura del coordinamento distrettuale del Corpo Forestale a Gubbio (conta solo 4 agenti) e la conseguente apertura di un nucleo operativo speciale nella nuova e grandissima caserma di Gualdo Tadino. I toni del servizio di quella che continua ad autoproclamarsi “tv del comprensorio” sono stati ovviamente da tregenda.

Ora, anche un bambino piccolo capirebbe che la caserma gualdese, con 450 mt quadrati di uffici, altri 450 di deposito e 160 di ricovero mezzi, può tranquillamente sopperire alle esigenze di un intero comprensorio, che non ha la vastità della contea di Los Angeles. Anzi, deve farlo, perché è stata pagata coi soldi di tutti, compresi gli eugubini. E tutto ciò è stato anche citato nel servizio, anche perché all’atto dell’inaugurazione, nel 2008, era stato annunciato un utilizzo in tal senso della caserma.

Addirittura, e qui è iniziata la parte comica, non solo il servizio è iniziato con la frase “ancora uno smacco per Gubbio”, ma è stato anche fatto un elenco di tutti i servizi di cui la città di Don Matteo è stata “depredata” a favore di Gualdo Tadino (!!). E’ stata citata l’Agenzia delle Entrate, l’ufficio dell’Enel e quello di Italgas. E’ stato ovviamente dimenticato di dire, per quest’ultimo caso, che il centro direzionale locale dell’azienda del gruppo ENI ha competenza da Valtopina a Gubbio e che quindi, dato che gli abitanti di Valtopina sono esseri umani alla pari di quelli di Gubbio, è stato ritenuto opportuno prendere riferimento l’equidistante Gualdo Tadino (si dice che per citare le conquiste eugubine a scapito di Gualdo Tadino faranno uno speciale di 543 puntate, 45 solo per il Tribunale).

Sulla faccenda Forestale è partita subito un interrogazione in consiglio regionale contro quello che potrebbe essere uno sviluppo importante per il nostro territorio. Interrogazione portata avanti, e questo potrebbe essere spunto di discussione autonomo, da un consigliere eugubino, Smacchi, che nella nostra città ha preso un fiume di voti dietro la promessa – testuale – che avrebbe tenuto conto “delle problematiche della fascia appenninica e considerato con giusta imparzialità quelle del comprensorio”. E infatti le ambizioni gualdesi sono state subito sotterrate dall’imparziale consigliere e dall’emittente del comprensorio, che ha fatto passare Gubbio come vittima della razzie gualdesi, quando tutto il mondo è consapevole del contrario.

Altro esempio? Per la questione liceo scientifico ci fu un martellamento mediatico pro Liceo Mazzatinti senza precedenti. Oppure per la questione dei “nati a Gualdo”, che nella nostra città ha tenuto banco per settimane, ma che nell’emittente del comprensorio ha avuto lo stesso spazio dei saluti dello speaker.

Insomma, secondo me, dando per scontata la potenza sociale, politica e culturale dei mass media, tv in particolare, la situazione attuale è alquanto dannosa. Cosa fare? Non si possono ovviamente dettare le linee editoriali di un emittente privata. Allora torno alla carica e dico che dobbiamo organizzarci. Non per un informazione vendicativa, ma corretta.

Un corso di giornalismo è stato organizzato negli istituti gualdesi lo scorso anno scolastico, con un successo, a detta del giornalista-docente Mario Donnini, discreto. C’è quindi chi sa andar di penna. Quello che manca sono le palestre. Se non dovesse riaprire la scuola di musica, gravi sarebbero le conseguenze fra qualche anno, non solo per la banda musicale, ma anche per tutti i talenti costretti ad andare a studiare musica da privati, ma spesso anche da nessuna parte. Così la mancanza di una palestra “mediatica”. Stiamo perdendo tutto quello che tanti anni di tv e radio aveva reso Gualdo Tadino punto di riferimento e terreno fertile di brave penne e bravi tecnici.

La mia proposta/provocazione è quella di non chiamare la scuola, che speriamo riaprirà i battenti tra breve, “Scuola di Musica”, ma “Scuola delle Arti”, con una sezione dove i ragazzi potranno affinare l’arte dello scrivere, del giornalismo, con la collaborazione magari del giornale locale e della radio (che penso ne saranno ben lieti). Fra l’altro una scuola che è stata già oggetto di proposta la scorsa campagna elettorale da due delle forze che governano la città.

Purtroppo bisogna ricominciare dalla basi, ma con l’esperienza di chi c’è già, credo che si possa fare un balzo in avanti verso un informazione che, dato lo stato attuale, può significare anche maggior tutela della Città e più obiettività nell’informazione. Obiettività vergognosamente inesistente in servizi come quello sulla Forestale.

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