Un biglietto per un sogno

Alla vigilia dell’inizio del campionato 2008/2009 e dopo un viaggio in Pennsylvania…
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Davanti al piccolo PNC Field, lo stadio di baseball della cittadina statunitense di Scranton, c’è scolpita una pietra che recita: “Comprarono un biglietto per un posto a sedere che non esisteva, in uno stadio che non era ancora costruito, per una squadra che non avevamo. Comprarono un biglietto. Poi scolpirono questa pietra. E il sogno divenne realtà”.

Quella zona della Pennsylvania orientale è cresciuta demograficamente ed economicamente grazie anche alle braccia di centinaia di gualdesi, che nei primi anni del ‘900 emigrarono alla ricerca di lavoro e benessere. Facile quindi pensare che al raggiungimento del sogno sportivo abbiano contribuito molti nostri concittadini e che oggi a tifare per gli Scranton-Wilkes Barre Yankees ci siano giovani che portano cognomi gualdesi.

Ecco allora che al momento dello scatto di questa foto, il pensiero è volato ad un altro stadio. Uno stadio che proprio mentre stava realizzando il suo sogno, è stato bruscamente svegliato da persone e vicende che tutti conoscete, catapultato in una realtà che quasi non ricordava più. Uno stadio che ha rischiato che i suoi cancelli si chiudessero per sempre. Anche qui sono arrivate persone che hanno investito in una squadra che non esisteva più, vincendo subito una grande scommessa e un campionato che ha avuto un significato immenso: la sopravvivenza del calcio biancorosso.

Ne è passata un’altra di stagione. Un anno di sacrifici ancora più grandi a causa di promesse non mantenute, dove la salvezza è equivalsa quasi alla vittoria del torneo precedente. Una stagione di paure, gioie e dolori: gli ingredienti della passione calcistica, che nonostante tutto, ancora aleggia in questa spesso sonnacchiosa cittadina. Aveva ragione il Baldo (bentornato) quando due anni fa, citando Eduardo Galeano nella lettera aperta all’artefice della scomparsa dei biancorossi dal professionismo, aveva detto che erano stati distrutti solo gli strumenti con i quali “i gualdesi suonano la loro splendida musica, ma non si potrà mai portar via la musica che hanno dentro”. La musica ha infatti continuato ad esistere. In palcoscenici meno luminosi, con strumenti meno raffinati, ma quello che più conta è che si è continuato a suonare.

E sabato inizia una nuova avventura. Il sogno? Ne abbiamo tanti e dirli non sta bene. La realtà è invece quella di essere ancora orgogliosi di tifare e soffrire per questa gloriosa maglia, che poi equivale a tifare e soffrire per questa città. Il consiglio che quest’anno diamo ai ragazzi che vestiranno di biancorosso è di non lasciare solo a noi l’ebbrezza di sentirci diversi nei campi di Eccellenza. Calatevi nei panni di guerrieri che hanno uno stemma all’altezza del cuore che merita di essere difeso con uno sforzo superiore a quello dell’avversario. Si potrà anche perdere, ma il sudore versato dovrà essere sempre un millilitro di più rispetto agli altri. Il risultato non conta se si è giocato “da Gualdo”.

La maggiorparte dei media locali, come al solito, ci ignora. L’abbiamo ripetuto fino a diventar noiosi (ci hanno tacciato di vittimismo), ma è la realtà purtroppo tangibile. Anche quest’anno il non aver pescato dai soliti (ig)noti giocatori umbri ci costa la totale indifferenza della carta stampata. Un po’ per incapacità di giudizio, un po’ per l’innata antipatia che la Juventus dell’Eccellenza (definizione regalataci da Carletti) si porta dietro. Poco male. Il sito è pronto per ripartire con i soliti servizi, sondaggi, foto esclusive e anche Gualdo Channel si appresta a riaprire i battenti per la terza stagione consecutiva con una nuova veste grafica e con una novità: un canale in streaming video che utilizzeremo per le dirette! Un servizio che sperimenteremo in qualche post partita e che permetterà al sito, se ci concedete un pizzico di superbia, di oltrepassare anche quei livelli di professionismo che ha mantenuto durante questi dieci anni di vita.

Nel concludere questo ormai usuale editoriale di inizio stagione, non ci rimane che invitarvi al Luzi, che per l’occasione si è rifatto un look moderno e funzionale. Non raccontiamoci favole: sarà ancora una stagione di sofferenze e sacrifici, ci saranno ancora molti “biglietti” da acquistare, ma crediamo che la strada intrapresa può essere quella che porterà, un giorno, a scolpire anche noi la stessa pietra di Scranton. Ci dovete credere, ma questo non basterà: dovrete venire anche a gridare Forza Gualdo!