Corri Gualdo, corri!

Il Gualdo Calcio è scomparso dai professionisti nel 2005. Riparte dalla Promozione Umbra e vince subito il campionato approdando in Eccellenza…
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Era il settembre del 1987. I biancorossi, guidati in panchina da Flavio Possanzini, si presentarono ai nastri di partenza del campionato di Eccellenza, che fino a poco prima era la Promozione, con la chiara intenzione di raggiungere la categoria superiore. L’anno precedente la società si era consolidata con l’ingresso di Angelo Barberini e dello sponsor Tagina, sfiorando il traguardo.

Arrivò, quel desiderato passaggio di categoria, con il secondo posto alle spalle del Bastia, ma nacque anche un incredibile cavallo da corsa che fece rimanere a bocca aperta l’Umbria e l’Italia calcistica. Come tutti saprete quel cavallo è stato ucciso dalle gesta di un personaggio che non vogliamo più nominare, ma che deve comunque rimanerci in testa, solo per non ricadere negli stessi errori fatti nell’estate di due anni fa.

Domenica, dopo venti anni esatti, il Gualdo tornerà ad affrontare l’anticamera della serie D. Lo farà in sella ad un puledro nato da quel cavallo abbattuto l’anno scorso. Un puledro che, partito smarrito e deriso da tutti, ma guidato da mani sapienti, ha già vinto due campionati importantissimi: quello sul campo e quello, forse più importante, che ha permesso al calcio gualdese di non morire.

Ormai tutti sono pronti, la società, il tecnico e i ragazzi che vestiranno questa blasonata maglia. Un manipolo di gente navigata e tanti, tanti giovani di belle speranze capitanati da un condottiero con un nome che, da solo, può far tremare i campi dell’Eccellenza: Paolo Beruatto. Il tecnico di Cuorgnè ha sposato il progetto Gualdo e, noi che lo seguiamo tutti i giorni al campo, vi possiamo assicurare che ha preso alla lettera i suoi stessi propositi, gettando anima e corpo nella sua prima esperienza in una categoria per lui così “bassa”.

L’Eccellenza umbra ha intrapreso negli ultimi anni la politica di un, a nostro avviso, esagerato sperpero di denaro e della corsa frenetica ad accaparrarsi quasi sempre gli stessi giocatori. Il risultato è uno spettacolo indubbiamente di buon livello, ma che potrebbe portare ad alcune rivoluzioni a gennaio/febbraio, quando le casse di qualche società potrebbero prosciugarsi e, di conseguenza, le gambe di qualche giocatore correre di meno. E’ successo. Temiamo che continui a succedere.

Anche dal punto di vista mediatico sarà un campionato anomalo. Crediamo che, paradossalmente, il Gualdo nel campionato di Eccellenza avrà un’attenzione superiore ai quattordici anni consecutivi di professionismo. Da giugno tutti i giornali regionali stanno amplificando qualsiasi mossa proveniente dalle diciotto società della serie A dell’Umbria. L’unico appunto che possiamo fare ai bravi colleghi della carta stampata è che talvolta nomi con un passato esclusivamente nei dilettanti sono stati fatti assurgere a divinità del calcio, mentre coloro con una carriera dignitosa in serie C sono stati quasi snobbati solo perché debuttanti nei campionati umbri. Per il resto non può che far piacere a tutti che un torneo pieno di derby appassionanti ed infarcito di giovani interessanti abbia un simile seguito.

A proposito di seguito: speriamo che quello dei supporters biancorossi sia massiccio come nella passata stagione. Le disgrazie di luglio e la costituzione di una società interamente gualdese fece scoppiare un amore a volte inedito verso i colori del Gualdo. E’ stata una componente fondamentale specialmente nelle trasferte nei “caldi” campi della Promozione dove, praticamente sempre, i tifosi biancorossi si sono trovati in maggioranza. Quest’anno si ritroveranno sfide date per perse, tipo quelle con Bastia, Nocera, Valfabbrica e Todi. Sfide che, insieme alle tante inedite, dovranno portare un numero sempre maggiore di tifosi al Carlo Angelo Luzi, ma anche nei terreni avversi.

Affronteremo campi infuocati, riceveremo da parte di alcuni i soliti insulti che, da quando il Gualdo si giocava la serie B, probabilmente hanno sempre sognato di gettarci contro, ma l’unico sentimento e l’unica certezza che ci dovrà accompagnare sarà quella di essere tifosi biancorossi. “Tifosi con una cultura calcistica al di sopra della media”. Non ce lo siamo detti da soli. Furono le parole di Paolo Beruatto quando, nel giugno di tre anni fa, vinse qui i playout contro il Fano in C2. Non deludiamolo. Non deludiamo colui il quale ci ha regalato poche settimane fa la bella promessa che la nostra squadra sarà “sferzante come il vento d’inverno in questa città”. L’anno scorso il nostro “appello di settembre” ai giocatori fu quello di affrontare la nuova realtà con umiltà, pensando al presente e usando il passato solo per ricordare i nomi che hanno indossato la loro stessa maglia e quelli che hanno fatto grande questa società. L’appello è lo stesso anche oggi. La maglia non dovrà pesare, ma sarà sempre lì a ricordare che deve essere onorata al massimo. Si può dire tutto, ma non che non lo meriti.

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