Ora tocca a noi

Dopo l’annuncio dell’abbandono da parte dello sponsor principale, il Gualdo passa un mese con l’incubo di dover ripartire dalla terza categoria. Alla fine una nuova società riesce ad iscrivere la squadra alla C2. Il mio appello ai tifosi sul sito gualdocalcio.it…
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La paura è passata. O perlomeno quasi passata. La strada per questa salvezza tribolatissima, prima sul campo e poi all’interno del palazzo comunale, sembra essere diventata una superstrada a quattro corsie. Restiamo ancora in attesa di imboccare l’autostrada, ma ci hanno detto che il più è fatto. E noi dobbiamo crederci.

In questi ventuno giorni intensi e colmi d’ansia ci siamo limitati a fare cronaca. Altro non potevamo. E’ stata una nostra scelta fin da quel 9 giugno in cui, ancora con la mente rivolta alla salvezza di tre giorni prima, ci siamo trovati improvvisamente a dover pensare alle domeniche senza Gualdo. Non è stato opportunismo. Questo è un sito gestito da tifosi e pensiamo che tutti i tifosi siano rimasti in trance, come noi, in questi ventuno giorni, in balia delle notizie che si accavallavano. Notizie vere, notizie false, un giorno buone, un giorno meno buone, come succede sempre in questi casi. Speriamo di esserne stati fedeli divulgatori, ma oggi vogliamo ricominciare a scrivere un po’ di nostro.

Abbiamo ricevuto qualcosa come quattromila visite effettive in questi ventuno giorni. Decine e decine di mail che chiedevano chiarimenti, notizie, certezze. Oggi la buona notizia siamo riusciti a scriverla, grazie alle persone che hanno sudato per salvare il nostro Gualdo, ma grazie anche a noi tifosi, che con la nostra pressione abbiamo fatto sicuramente in modo che non si abbassasse mai la guardia.

Ma ora ci tocca il compito più difficile. Il sindaco ha detto di aver “salvato questo patrimonio per trasferirlo ai gualdesi”. Ecco, ora dobbiamo veramente dimostrare con i fatti le nostre quattromila visite e le decine di mail. Dobbiamo dimostrare di meritare quello che queste persone hanno salvato e che, da domani, ci vogliono trasferire.

La storia del Gualdo assomiglia ad una favola. Provate a leggerla sul sito. Noi l’abbiamo fatto più di una volta durante questo “limbo” di ventuno giorni. La parte, drammatica, del giugno 2005, rimarrà certamente una delle pagine più intense di un libro che forse un giorno qualcuno scriverà. Il nostro compito è quello di scrivere le pagine future. Con la presenza allo stadio, con il tifo, con la passione, con l’attaccamento ai colori, con gli abbonamenti. Se proprio non vogliamo essere tifosi di una squadra di calcio, cerchiamo di diventare tifosi “di Gualdo”. Vi assicuriamo che può avere lo stesso effetto.

Da parte nostra, metteremo in campo tutti i nostri mezzi e urleremo tutto quello che abbiamo in gola per far diventare ogni partita che verrà, una battaglia da vincere a tutti i costi. E’ questo il nostro compito, oltre a quello di trascrivere semplici numeri.
Siamo stati protagonisti, specialmente negli ultimi due anni, di varie iniziative che, a nostro modesto avviso, hanno fatto rinascere l’”orgoglio biancorosso” in qualcuno che lo aveva riposto in qualche cassetto. Continueremo a farlo. Con l’aiuto della nuova società, se lo vorrà, dei tifosi che vorranno collaborare e magari anche con quello di vecchi amici che sognamo di rivedere vestiti degli stessi colori che hanno nel cuore…
Ora tocca a noi. Come direbbe un nostro e vostro vecchio amico… Let’s go to win!

P.S. Un ringraziamento particolare a tutti i giocatori biancorossi della stagione appena finita e di quella precedente, che hanno telefonato ai gestori del sito, mandato SMS, scritto e-mail e messaggi sul muro chiedendo delle vicende del Gualdo. Avete dimostrato di meritate la stima dei tifosi gualdesi e la maglia che avete indossato e che, speriamo, vestirete ancora.