La storia si ripete

Il Gualdo lotta in cerca della salvezza e trova nella sua strada il San Marino…
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Per uno strano gioco del destino, il crocevia del Gualdo si chiama ancora San Marino. Già,  perché la mente non può non andare a quel ventuno marzo dell’anno scorso, quando l’incontro con i titani arrivò in un momento topico del torneo. La marcia della truppa di Cuttone verso la cima della classifica sembrava essersi arenata nella sabbia del campionato a causa di tre punti nelle ultime quattro partite, ma nella settimana che precedette quella prima domenica di primavera, scoccò, improvvisa, la scintilla che fece re-innamorare una città della sua squadra di calcio.

Il motivo non fu solo l’evidenza di essere ad un punto cruciale per poter pensare ancora alla promozione. Ci fu un gesto che ebbe risonanza nazionale e che suscitò anche qualche polemica di troppo. Roberto Balducci, scrisse un messaggio sul nostro ”muro” ai suoi tifosi.

Quei tifosi, che aveva meravigliato non solo con i gol e le giocate da campione, ma anche con iniziative collaterali, come le sue trasmissioni alla radio e il calendario benefico da lui ideato.
Quei tifosi risposero alla grande. Spronati da questo e da un altro messaggio del compianto sindaco Pinacoli, quel ventuno marzo riempirono lo stadio e furono veramente il dodicesimo uomo in campo nella vittoria di rimonta col San Marino.

Fu l’inizio di un sodalizio inossidabile. Squadra, tifosi e città da quella domenica si presero a braccetto e arrivarono, letteralmente insieme, fino alla finale di San Giovanni Valdarno, dove solo la sfortuna (chiamiamola così…) fece svanire il sogno.

Acqua passata. Ma domenica sarà di nuovo la prima domenica di primavera. C’è di nuovo un bivio davanti ai biancorossi e sarà ancora più importante di quello dell’anno scorso, perchè si tratta di indovinare la strada che conduce alla permanenza in serie C, patrimonio importantissimo per la città. Aggiungete che l’avversario si chiamerà ancora San Marino e capirete perchè non abbiamo resistito alla tentazione del ricordo, pur sapendo che nel calcio non bisogna mai guardare indietro e fare paragoni con le stagioni passate, specialmente se vincenti. Ma Beruatto ci perdonerà.

Il mister ha già dimostrato di essere uno di noi. Il suo parlare con i tifosi del “barretto”, come li chiama lui, dopo ogni partita, dimostra che un po’ di vivere il calcio “alla gualdese” gli è entrato dentro. E perdonerà anche la nostra intrusione, dato che vogliamo per qualche secondo sostituirci a lui ed entrare nello spogliatoio per spronare i ragazzi che ci stanno offrendo questa inattesa e magnifica rimonta. Una rimonta che, dovesse realizzarsi, profumerebbe di miracoloso. Un miracolo che avrebbe, quest’anno, lo stesso sapore delle tre finali per la serie B che questa piccola squadra, di questa piccola città, ha raggiunto negli ultimi dieci anni.

Perciò, ragazzi biancorossi, come direbbe un nostro e un vostro caro amico: let’s go to win! Non passi lo straniero!

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