Il derby (e le polemiche) dei numeri

Altro derby, altra polemica. Stavolta sulle presenze del pubblico. Articolo scritto a due mani con Roberto Casaglia…
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A distanza di quattro giorni le presenze di domenica scorsa al Luzi continuano a fare notizia, neanche si fosse trattato di una manifestazione antigovernativa dove, da sempre, tra organizzatori e prefetture si diverge sui numeri. Questa mattina è stata la volta del Corriere dell’Umbria a dedicare un’apposita parte dell’articolo di parte eugubina a tale aspetto, parlando di “polemiche sui numeri” (probabilmente riferite a questo sito, visto che su altri quotidiani non se ne è fatta menzione).

Nel foglio umbro è scritto di circa 900 presenze di sostenitori rossoblù a Gualdo così suddivise: 607 biglietti in prevendita, 70 tagliandi venduti a sostenitori eugubini al botteghino “lato Gualdo” e poi recatisi nel settore riservato agli ospiti, e 200 sostenitori di fede rossoblù presenti nella tribuna di parte gualdese. Quello che desta curiosità è conoscere da quali dati il giornalista ha desunto le 200 presenze eugubine in tribuna, visto che chi entra allo stadio non ha la targa attaccata dietro le spalle e alla biglietteria non viene richiesto alcun documento di riconoscimento, né tanto meno si informano se uno compra il biglietto per un settore e poi si sistema in un altro.

Con questo non vogliamo dire che non c’erano 200 eugubini in tribuna, magari ce ne erano anche di più o forse non ce ne era nessuno, diciamo semplicemente che non lo sappiamo, perché è un dato assolutamente non verificabile e non certo. Gli organi di informazione da sempre e in tutti gli stadi del mondo si attengono esclusivamente ai dati forniti dalle società, e quelli comunicati domenica alle 18,00 dalla S.S. Gualdo erano i seguenti: paganti 2.600, abbonati 260.

Alla precisa domanda formulata al segretario Gianfranco Boldorini sul numero di tagliandi venduti ai sostenitori rossoblù la risposta è stata: 607. Il resto sono chiacchiere che se le porta via il vento e che è giusto lasciarle ai tifosi che, specialmente a Gualdo e Gubbio, sembrano appassionarsi tanto su questo aspetto.

Non vogliamo dare lezioni di giornalismo a nessuno, ce ne guardiamo bene, ma crediamo che compito di un quotidiano, specialmente del più venduto nella regione, sia quello di riportare ai propri lettori l’esatto andamento dei fatti.

Dato che siamo entrati nella polemica, affermiamo questo perché il Corriere lunedì scorso, nella parte dedicata ai tabellini delle partite di C2, alla voce “spettatori”, indicava: 2.000. Siccome a pensare male si fa peccato ma spesso ci si prende, mettiamo insieme le due notizie (quella di lunedì e quella di oggi), facciamo uno più uno e ne viene fuori un voler sminuire a tutti i costi il pubblico gualdese. Se a ciò sommiamo anche il fatto che dall’inizio della stagione il Corriere ha una linea editoriale prettamente filo-rossoblù, il gioco è fatto. Infatti, cronache del lunedì a parte, tutti i giorni, salvo rarissime eccezioni, il foglio perugino dedica l’apertura al Gubbio, nonostante praticamente dall’inizio del campionato il Gualdo occupi le primissime posizioni di classifica.

Addirittura in alcuni giorni il Gualdo scompare dalla cronaca sportiva. Guarda caso come oggi, dove, sull’articolo di marca rossoblù, si grida allo scandalo per le parole pronunciate da Cuttone in sala stampa relative a due situazioni dubbie in area. “Il Gubbio alza la voce” recita il titolo. E guarda caso proprio oggi non vi è traccia di articolo sul Gualdo!

Proviamo a rispondere noi da questa sede, dicendo che questo aspetto è ormai superato, visto che anche nella trasmissione “Bordocampo” di martedì scorso (ospiti Pagliuchi e Fabbri) si è riscontrata l’infondatezza di certe critiche alle decisioni arbitrali, nel caso dei due presunti rigori, e messo in evidenza altre incongruenze del fischietto livornese. Ci sembra normale, e facente parte del bello del calcio, avanzare qualche dubbio sugli episodi di una partita per poi studiarli e commentarli. Ai gualdesi probabilmente questo non è permesso.

L’articolo prosegue anche con una critica sul settore ospiti del Luzi, settore dal quale, effettivamente, la visuale non è il massimo, specialmente in caso di pioggia quando le vetrate (sostituite alla rete per ragioni di sicurezza) si bagnano. C’è venuto subito in mente un articolo con contenuti simili scritto tre anni fa in occasione del primo derby dall’organo ufficiale della società rossoblù, in cui si metteva anche in dubbio l’omologazione per la C1 dello stadio Luzi! Faremo un esposto al comune di Gualdo Tadino affinché, in occasione dei futuri derby, sia migliorato il comfort del settore ospiti, ma ci sembra francamente fuori luogo e ispirato da qualcosa che ci sfugge e non dalla mera necessità di comodità, il tirare fuori sempre la stessa storia, quando una miriade di tifoserie ospiti, a volte anche ben più numerose, non hanno aperto bocca. A parte qualche piccolo episodio, le due tifoserie hanno sempre dato prova di maturità. Il Gubbio, lo ribadiamo per l’ennesima volta, ha vinto con sommo merito il derby: non vediamo il motivo per cui alcuni giornalisti abbiano tanta smania di voler tenere continuamente alto il livello della polemica verbale. Cui prodest ?
(Marco Gubbini – Roberto Casaglia)

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Baldo, stavolta ascolta noi…

Vigilia di un derby Gualdo-Gubbio, con entrambe le squadre ai primi posti della classifica di C2. Qualche settimana prima il leader della squadra, Roberto “Baldo” Balducci, aveva lanciato un appello ai tifosi, che accorsero in massa allo stadio per un incontro al vertice contro il San Marino. Prima del derby tocca a me scrivere queste righe, pubblicate sul sito del Gualdo, per scaldare l’ambiente:

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Non mollate! E’ questo lo slogan che vogliamo lanciare da questo spazio che è diventato ormai un punto di  riferimento  per tutti i gualdesi che amano il Gualdo e un punto di incontro  tra giocatori e tifosi. Stavolta vogliamo riportare le cose al verso giusto ed essere noi tifosi a lanciare un appello ai nostri ragazzi, così come  loro avevano incitato noi prima della gara col San Marino con l’ormai  leggendario “Non passa lo straniero” del Baldo Balducci, che ha fatto il giro d’Italia. Mancano tre partite alla fine di  questo splendido campionato. Splendido qualunque sarà il finale, perché ha  permesso ad una  città di ritrovare tutta la passione persa per la maglia  biancorossa, dopo un periodo in cui tutto sembrava andare a rotoli. E questo soprattutto grazie a voi.

A voi che con i colori biancorossi avete instaurato un rapporto speciale. L’attaccamento alla maglia è stato sempre  il segreto per vincere nel  calcio. Voi la maglia l’avete incollata al corpo e questo è il più bel regalo che ci potevate fare. Mancano tre partite e non è detto  che il Grosseto domenica faccia punti a Ravenna, anzi. Le condizioni  psicologiche esattamente contrarie delle due squadre ci fanno pensare e sperare esattamente il contrario. Perciò vogliamo fermamente che ci crediate, adesso più che mai, senza pensare all’odore di derby che questa partita emana, un odore troppe volte per noi ubriacante e letale. Stavolta non è solo il campanile che impone la vittoria, ma anche un traguardo impensabile a settembre che si chiama C1.

Ci sentiamo sinceramente orgogliosi, da umbri, che le due uniche squadre che rappresentano non solo l’Umbria, ma addirittura lo stesso comprensorio, affrontino il derby per la prima volta con ambizioni di promozione, alla faccia anche di alcuni mezzi di informazione che continuano a snobbare le due squadre, ma che stavolta per forza di cose dovranno puntarci i fari addosso. L’ultimo derby a Gualdo è stato quello dell’ultimo appello di Barberini, giunto agli altoparlanti dello stadio dal suo letto di sofferenza. Stava strappando alla morte le ultime ore di vita, ma ancora aveva la forza per incitare i suoi ragazzi per quella che è stata sempre la Sua partita. Come si può definire tutto questo se non amore?  Quest’anno non mancherà  l’incitamento del Presidentissimo. Lo starà già preparando, usando altoparlanti ben più grandi. Siamo sicuri che anche a voi arriverà. RegalateGli e regalateci questa gioia ! Siamo agli ultimi giri del Gran Premio di C2 e siamo in piena rimonta, anche se le gomme e la benzina di tutte le squadre non sono più quelle di settembre. Ma stavolta il pieno e il cambio gomme ve lo faremo noi, incitandovi e riempiendo il “Carlo Angelo Luzi”, come sei anni fa. Come quando si sognava la seconda lettera dell’alfabeto. Conquistiamo questi tre punti che in ogni caso sarebbero storici!! Voi con le gambe, noi con la voce.  FORZA  RAGAZZI!!!

La “splendida” accoglienza di Grosseto

Il Gualdo vince meritatamente a Grosseto e le reazioni toscane non sono proprio ortodosse. Dopo questo articolo, molti tifosi grossetani si sono scusati per il comportamento della Società…
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Un fatto increscioso, l’ennesimo in terra toscana, è accaduto al termine dell’incontro Grosseto – Gualdo, quando il cronista gualdese di Erreti, Enrico Brunetti, è stato letteralmente aggredito dal presidente del Grosseto Piero Camilli. Il numero uno biancorosso ha inteso farsi giustizia da solo della sconfitta subìta dalla sua squadra prendendosela con il cronista, reo, secondo quanto riferitoci dallo stesso Brunetti, di aver raccontato un po’ troppo calorosamente le reti del Gualdo in diretta radiofonica. Praticamente reo di aver fatto il suo lavoro!

Se il signor Camilli non vuole ascoltare voci non in sintonia con il suo pensiero, si preoccupi di far costruire una tribuna stampa nel peraltro splendido impianto grossetano, visto che non ve ne è traccia. E’ impensabile che in un campionato professionistico i giornalisti siano costretti a fare cronaca radiotelevisiva in mezzo ai tifosi avversari. A tal proposito Enrico Brunetti ha rilasciato una dichiarazione in serata a TV23, che verrà trasmessa martedì sera nel corso della trasmissione “Bordocampo”.

A rendere ancora più divertente il comportamento del “gentil Camilli” sono giunte poi le sue dichiarazioni in cui ha accusato il Gualdo di antisportività a causa di “tutte quelle simulazioni e quelle perdite di tempo. La squadra è giovane – ha aggiunto Camilli – ma si vede che Cuttone è riuscito già ad inculcare questa mentalità da furbi ai suoi giocatori”. Ringraziamo a nome di Cuttone e speriamo vivamente che invece ai suoi giocatori non venga inculcata la mentalità del presidente verso i giornalisti “avversari”, che comunque, lo ricordiamo sempre, fanno soltanto il loro lavoro, non entrano in campo e  non hanno nessuna responsabilità sulla prestazione dei giocatori.

Il tutto è poi proseguito in sala stampa dove Brunetti, che stava raccontando quanto accadutogli poc’anzi in tribuna, è stato preso a male parole dagli addetti della società, con tanto di richiesta di intervento dei carabinieri. Per quanto riguarda l’aspetto calcistico, il presidente Camilli ha poi aggiunto che “il Gualdo non mi è sembrata squadra in grado di poter vincere a Grosseto”. Nel ricordare i cinque gol rifilati dai ragazzi di Cuttone ai toscani tra andata e ritorno, concludiamo la parentesi Camilli, attendendo le sue scuse nei confronti di Brunetti. Il ruolo lo impone. Non potrebbe essere altrimenti.

L’accaduto in tribuna stampa è stata la degna chiusura di una giornata non facile per noi poveri cronisti al seguito della squadra. Iniziata con un accoglienza non proprio degna al pullman della squadra e allo staff biancorosso, la giornata è proseguita con il rifiuto all’ingresso in campo di un operatore di TV23, munito di regolare accredito. La scuse addotte dai responsabili della società maremmana sono state varie e colorite: è stato inventato che  non era consentito a nessuno (!!??) fare foto o riprese da bordocampo, passando per una fantomatica volontà dell’arbitro che non voleva nessun fotografo in campo (neanche fosse George Clooney!), smentita ovviamente dai fatti, e chiudendo con un bellissimo “non si preoccupi, vedrà che tra poco l’arbitro farà allontanare tutti gli operatori che sono ai bordi del terreno di gioco”, rivolto all’operatore gualdese che continuava a chiedere spiegazoni di tale comportamento. Gli operatori si sono infatti allontanati, ma “solo” alla fine della partita. Anche in questo caso i motivi di tale gesto ci restano oscuri e, peraltro, forse anche un pochettino illegali.

Dulcis in fundo annotiamo il comportamento di due addetti della società che, per non aprire una transenna sul percorso che conduceva all’ingresso accrediti, distante venti metri, ci hanno costretto a compiere l’intero giro dello stadio, passando sotto la curva grossetana. Nel campionato di calcio della Repubblica Popolare del Congo queste cose non succedono più da tempo, perché ci è capitato a Grosseto? Come sempre il nostro sito è aperto a eventuali repliche e puntualizzazioni da parte degli interessati…