Il signor Canuto e un deprimente dopo partita

Scrivo questo pezzo dopo un finale di partita caldissimo. Siamo a Monte San Savino, in provincia di Arezzo, e la mia denuncia vuole porre in evidenza come gli autori dei disordini siano dirigenti della società toscana. Senza fare nomi, apostrofai con l’aggettivo di “canuto” un dirigente della Sansovino. Ebbene, il “signor Canuto” diventerà un tormentone di Magabald, la trasmissione di Erreti condotta da Roberto Balducci.
Riporto di seguito anche la mail di risposta ricevuta dal “signore canuto” e la controrisposta inviatagli privatamente. Entrambe non sono mai state pubblicate…
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Premessa: mancano 8’ alla fine della partita di andata tra Gualdo e Sansovino del 12 ottobre dello scorso anno. Il Gualdo sta vincendo 3-2 e un contropiede fulminante Balducci-Calcagno-Rossi viene finalizzato da quest’ultimo con una splendida rete che sigla il risultato finale: 4-2 per il Gualdo. Dai giocatori della Sansovino arrivano proteste dato che un loro giocatore era rimasto a terra poco prima della partenza del contropiede del Gualdo. Dalle immagini si vede chiaramente che nessuno dei tre giocatori protagonisti dell’azione poteva accorgersi dell’avversario a terra. Del resto l’azione è stata velocissima, risolvendosi in gol in quattro/cinque secondi.

Raccontiamo questo antefatto, perché è l’unica ragione, a dir la verità poco logica, che riusciamo a trovare per quello che è accaduto nel dopo partita di Sansovino-Gualdo. Siamo stati presenti in prima persona, e quello che abbiamo visto e sentito ha dell’incredibile. Perdere tre punti ad un minuto dalla fine è dura. Lo comprendiamo, perché è successo infinite volte anche a noi tifosi biancorossi. Reagire in maniera decente è quello che il professionismo impone, ma il professionismo, si sa, non è che si acquisisce in maniera automatica dopo la promozione dalla serie D. A livello societario e di persone, o ce l’hai o non ce l’hai.

La Sansovino da questo punto di vista, e secondo noi, è ancora alla ricerca di una dimensione consona alla serie C. Dopo aver tentato di aggredire i giocatori biancorossi che si accingevano ad entrare negli spogliatoi, un canuto dirigente della società toscana, di cui non facciamo il nome, ma che abbiamo individuato nel nome e nella carica, si è avventato contro il vice presidente Scassellati, reo solo di essere presente, con parole indicibili, tentando addirittura di venire alle mani. Non contento, se l’è presa anche contro una signora dello staff biancorosso, e qui le parole sono state ancora più dure, nonostante l’interlocutore.

Credeteci, è difficile da raccontare a parole, perché il veleno vomitato da questo signore è stato veramente “pesante” e senza alcun senso. Volendo paragonare il fatto a qualcosa, ci verrebbe da dire che certe scene potrebbero far parte di ambienti del campionato di Terza Categoria, con tutto il rispetto per le Società che vi appartengono.

L’accaduto non finisce qui. Una volta uscito Cuttone per le interviste il “signore canuto” ha iniziato ad inveire anche contro di lui con parole altrettanto pesanti ed inaudite. Addirittura, quando l’allenatore locale Iacobelli (ex giocatore del Piacenza… un professionista) è uscito per abbracciare Cuttone, il dirigente toscano se l’è presa anche lui con la frase “non devi baciare un uomo di m….” .

Insomma, senza scendere in altri particolari, uno spettacolo indegno di una società che milita in un campionato professionistico. Non vogliamo criminalizzare tutta la Sansovino, ma quello che abbiamo visto è lampante: tutte le persone dello staff arancioblù che hanno assistito alle deprimenti scene sono state con le mani in mano, come se tutto fosse normale. Alle nostre domande su chi fosse il triste protagonista della scenata rispondevano con un omertoso “Non lo so, chiedetelo a lui”.

Insomma un episodio gravissimo che ha fatto da epilogo ad una partita che anche in tribuna ha vissuto tristi momenti, tipo quando partivano cori sui “terremotati” o quando Fusseini è stato fatto oggetto dei soliti cori razzisti, cori che ormai sopravvivono in pochissime curve. Per correttezza dobbiamo dire che anche dal settore gualdese sono partiti cori poco “signorili” nei confronti degli avversari. Da condannare anche questi con durezza, ma da non paragonare ai fatti successi nella zona degli spogliatoi, dove le persone che transitano devono essere obbligatoriamente “professionisti”.

Salutiamo anche il canuto signore, triste protagonista degli eventi narrati, al quale ci piacerebbe mettere in bocca una frase di Totò… al contrario: “Signori si nasce, e io non lo nacqui !”.

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La risposta del “signor Canuto” (mail anonima)

Sono il signore “CANUTO”, più volte citato nell’articolo sul dopo partita Sansovino – Gualdo, lascio queste misere considerazioni sulla mia persona all’autore dell’articolo, che non ha avuto la pur minima decenza di firmare l’articolo. Non mi riconosco, naturalmente, nella sommaria e parziale ricostruzione dei fatti. Mi assumo, la responsabilità delle mie azioni, pur chiedendo ufficialmente scusa alla S.S. GUALDO ( cosa che ho già fatto con i diretti interessati ).

Rimango perplesso e stupito in quanto tale articolo è stato sicuramente redatto da una persona ufficialmente riconosciuta dalla società. Non è stato certamente il quarto gol dell’andata ed il pareggio al 92° al ritorno a farmi assumere tale atteggiamento, bensì un fatto molto più grave accaduto al termine della partita, che, qualora lo volessi, potrei impugnare in sedi  di giustizia sportiva ed ordinaria. Questo si che creerebbe scalpore e conseguenze molto gravi per chi lo ha commesso (un calciatore della S.S. Gualdo, del cui nome sono a conoscenza io ed altri autorevolissimi testimoni). Naturalmente mi guardo bene dall’esporre denuncia o querela, a meno che non sia costretto dagli eventi.

Per il modo in cui io intendo la vita, far finta di niente di fronte a questo episodio è un gesto di assoluta dignità, non comune a tutti. Riferito al redattore dell’articolo, lo invito a documentarsi correttamente sui fatti accaduti prima di descriverli, e riportare l’esatto svolgimento e non valutazioni parziali e personalissime, che lasciano il tempo che trovano e che in questo caso sono anche provocatorie. A tal proposito, mi viene in mente un film di Totò, che si intitola “Miseria e Nobiltà'”, su chi rappresenta l’una e l’altra cosa lascio valutare chi legge.

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La controrisposta del sito (non pubblicata)

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla celere risposta. Il fatto di non firmare materialmente l’articolo ci sembra normale. Siamo i curatori del sito e in quanto tali gli autori di tutti gli articoli presenti. Il nostro nome è presente quindi nel Registro della Authority per i domini, tranquillamente consultabile da tutti in internet. Di conseguenza l’articolo è firmato, al contrario della sua e-mail, che, in quanto anonima, non potrà essere pubblicata quale risposta all’articolo !

Ci fa piacere che Lei abbia chiesto scusa ufficialmente alla S.S. Gualdo, ma, come abbiamo specificato nel’articolo, il nostro NON è il sito ufficiale della S.S. Gualdo, ma un sito gestito da tifosi e giornalisti che seguono il Gualdo da decenni.

Eravamo presenti in sala stampa in quanto regolarmente accreditati da testate giornalistiche (Radio Tadino e TV23)  e non come “persone ufficialmente riconosciute dalla società”. Questo è bene che sia chiaro. Anche nell’home page del sito si legge “unofficial”. Ci scusiamo per aver usato termini poco graditi, ma, ci creda, è stata veramente dura non aver usato gli stessi termini con cui Lei ha apostrofato, tra gli altri, una signora dello staff societario.

Conosciamo anche l’antefatto. Abbiamo parlato nella serata di ieri con il giocatore interessato e ci ha raccontato anche l’antefatto dell’antefatto. Non l’abbiamo citato, perché sinceramente pensavamo non fosse stata quella la “scintilla” ad aver provocato tutto, data l’insistente accusa a Cuttone di “poca sportività” riferita alla partita d’andata (che cosa c’entri poi Cuttone è ancora un mistero, doveva annullare il gol?) e ripetuta da quasi tutti i presenti.

Non pensiamo di aver riportato i fatti con valutazioni “personalissime”, dato che ci siamo limitati a raccontarli nudi e crudi così come sono successi (anzi limitando di molto la descrizione del linguaggio). Le fa certamente onore la dignità di far finta di niente di fronte a certi fatti. Ma fa onore anche al vicepresidente Scassellati (attaccato con offese inaudite), alla signora della Società (attaccata con offese inaudite) e all’allenatore Cuttone (attaccato con offese inaudite) far finta, lo stesso, di niente e a non esporre denunce o querele.

Questa è una nostra personalissima opinione. Ma non puo’ essere considerata solo una nostra personalissima opinione il fatto di scrivere che certi episodi, all’interno di un area destinata agli addetti ai lavori, non devono succedere. Grazie veramente di aver scritto, anche se avremmo gradito la firma, e speriamo che episodi del genere, dall’una e dall’altra parte, accadano sempre di meno nel calcio.

P.S. Per il film di Totò, dato che lascia valutare a noi…. abbiamo già valutato.

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