Scintille post derby!

Il derby umbro per eccellenza, quello tra Gualdo e Gubbio, torna dopo tantissimi di assenza. Il Gualdo è reduce da sette anni di C1, il Gubbio è tornato tra i prof dopo qualche anno trascorso trai dilettanti. La pubblicazione ufficiale del Gubbio Calcio pubblica un articolo a firma Ubaldo Gini offensivo e molto pesante nei confronti dei tifosi gualdesi e di Gualdo. Ovviamente, insieme a Roberto Casaglia, rispondo tramite il sito gualdocalcio.it.
Di seguito pubblico prima l’articolo incriminato e poi la nostra risposta…
—————————————————

DOPO LE PORTE, GIOCATE CON LE FINESTRE
Quattro chiacchiere in libertà sui tifosi, carta stampata, recriminazioni e qualche gestaccio da disapprovare
di Ubaldo Gini (in collaborazione con Mario Zenobi)
pubblicato su “Alè Gubbio”, organo ufficiale del Gubbio Calcio

Il derby lascia sempre il segno e per questa stagione ha portato la firma rossoblù dei ragazzi di Dal Fiume. Sono stati davvero bravi in campo, ma altrettanto bravi sono stati i tifosi eugubini come sempre goliardici. Bravi! Proviamo comunque a ricordarci per flash quest’altra bella pagina di derby vero con i cugini… si fa per dire, di Gualdo Tadino.

TIFOSI: da tempo non si vedevano folle radunate “sotto l’orologio” o “davanti al monumento” per seguire la squadra in trasferta. Tutto ordinato grazie anche alle forze dell’ordine. Hanno cantato sempre, hanno incitato la squadra, sono stati sempre pronti a non tradire questo primo ed unico amore. Una carovana unica nel suo genere che soltanto gli eugubini sanno rendere eccezionale. Senza dubbio i migliori.
STRISCIONI: gli ideatori di “Dopo le Porte giocate con le finestre” meriterebbero una nomination particolare. Hanno ancora una volta dimostrato che la fantasia e la simpatia non ha confini e che gli eugubini hanno superato di slancio qualsiasi ostacolo al contrario dei gualdesi che hanno risposto soltanto denigrando, con la solita volgarità, il simbolo della regione Umbria. Non a caso son sempre somari.
SQUADRA: il derby poteva far dimenticare qualsiasi polemica. L’unica medicina era quella di giocare una partita vera per vincere e battere il Gualdo. E’ andata bene. Peccato per il pareggio, ma alla fine giocatori e tifosi sono soddisfatti. Ai punti non ci sarebbero stati dubbi. Il Gubbio avrebbe vinto.
CARTA STAMPATA: ce n’è qualcuno di colleghi che ancora insiste su questo o quell’episodio. All’indomani del derby, poi è stato scritto solo della coreografia dei tifosi gualdesi. La par condicio nel calcio non conta. Per fortuna che giocavano in casa. Ma giocavano in casa? Dalla tribuna stampa non si sono accorti che la gradinata era piena di eugubini? E’ vero, non c’è peggior cieco di chi non voglia vedere.
RECRIMINAZIONI: rigori e gol annullati. L’arbitro era ad un passo. Ha fatto bene ad ammonire il simulatore. Il rammarico cresce e crescerà certamente anche al presidente Barberini, che ancora una volta ha dimostrato tutta la sua signorilità. Il Gualdo dovrebbe guardare qualcos’altro e non fissarsi sulle immagini televisive.
PORTIERI: se è vero che i giocatori in campo sono un esempio da seguire, quello del Gualdo, il portiere, deve essere inserito sul manuale dell’antisportività. Con un giocatore del Gubbio a terra in due occasioni ha rilanciato al posto di gettare via il pallone. Nell’occasione del gol poi dalla panchina, probabilmente il secondo portiere, ha fatto il famoso gesto dell’ombrello. Mettiamo da parte l’ipocrisia e lasciamo perdere tutti gli altri discorsi sulla responsabilità. Questi episodi scaldano i tifosi e per fortuna quelli del Gubbio non hanno sottolineato la provocazione.
SPEAKER: è senz’altro fatto in casa. Si sarà sgolato per leggere la formazione del Gualdo, ma dalla parte della gradinata non si è avvertita la formazione del Gubbio. Colpa del livello dei volumi audio.
GRADINATA: la visibilità dalla gradinata ha lasciato a desiderare. Sembrava una gradinata da oratorio, altro che da C1.
SERENO VARIABILE: non s’è sentito dire niente in giro. Probabilmente tutto sarà filato per il verso giusto. Il derby televisivo ha anticipato quello calcistico senza dare troppo nell’occhio. In campo era tutta un’altra cosa…

____________________________________________________

La nostra risposta….

Non ce l’abbiamo fatta! E’ stata quella delicata e amichevole frase “non a caso son sempre somari”, rivolta si badi bene, a tutti i gualdesi e non, eventualmente, a una frangia della tifoseria, a convincerci che il fatto andava pubblicizzato. Anche perché sarebbe stato un vero delitto far finire queste “perle” nel dimenticatoio. Non conta che il sublime commento sia stato pubblicato (e ce ne rammarichiamo per l’autore) su un giornale distribuito solo a Gubbio con una tiratura di 1500 copie, non conta che sia stato scritto forse a sangue caldo all’indomani di una partita sentita tanto dagli eugubini come dai gualdesi quale il derby.

Conta invece l’insulto e la denigrazione rivolti dall’autore e dal giornale (che pubblicandoli li ha di fatto approvati anche se, speriamo, inavvertitamente) alla città di Gualdo Tadino.

Mentre scriviamo, il nostro senso di civiltà (ci dispiace deludere Gini, ma un briciolo ancora ce l’abbiamo) e l’etica professionale ci stanno bussando dietro le spalle dicendoci: “Basta! Non continuate, vi state mettendo sullo stesso piano!”. Scusateci, ma non ce la facciamo. Sappiamo che raggiungere un così eccelso livello è cosa improba, ma vogliamo ugualmente provarci. E’ più forte di noi.

Dopo l’incipit moderato dedicato alla tifoseria eugubina (è nota la smania auto celebrativa di alcuni nostri “cugini”) a Gini balza in mente l’idea del premio. Secondo lui, gli autori dello striscione citato nel titolo (“dopo le porte giocate con le finestre”) meriterebbero una nomination. Purtroppo non viene spiegato per che cosa, lasciando il lettore a tormentarsi nel dubbio. Mettendo da parte l’ironia le cose sono due.

O noi abbiamo poco “sense of humour”, o lo striscione conteneva un messaggio con un doppio significato. Si dice che pensar male non è bello, ma è vero che qualche volta ci si prende. Infatti pensiamo che uno striscione equivalente con la scritta “dopo i Ceri correte con le torce elettriche” avrebbe scatenato l’ilarità di pochi. Anzi, probabilmente avrebbe fatto storcere il naso a più d’uno per la pochezza del contenuto. Allora dove sta l’originalità da nomination?

Non è che, come invece in molti l’hanno interpretato, lo striscione aveva un doppio senso legato ai terremoti del 97 e del 98 che hanno colpito l’Umbria e Gualdo in particolare? Di finestre, per la ricostruzione, ce ne sono volute tante e a questo punto il senso (macabro) dello striscione sarebbe compiuto. Ci auguriamo di averlo interpretato male e confidiamo sinceramente anche nella buona fede di Gini.

La fantasia e la simpatia dei tifosi eugubini sono fuori discussione, ma uno dei firmatari del presente articolo era a bordo campo a svolgere il suo lavoro di reporter e ha sentito partire dal settore rossoblù, distintamente e più di una volta, il coro “somari” e “terremotati”, che probabilmente era rivolto ai gualdesi per pura solidarietà, dato che nel 97 il sindaco della città dei Ceri richiese con estremo vigore, tanto che l’ottenne per alcune zone, l’inserimento in fascia A per la sua popolazione.

Ubaldo Gini questi cori (legittimi, per carità, se inseriti nel contesto di un derby) non li ha avvertiti. Si straccia però le vesti perché “i gualdesi hanno risposto soltanto denigrando con la solita (!!?) volgarità il simbolo della regione Umbria. Non a caso – ecco il tocco di classe – son sempre somari”. Grazie. Anche a nome dei tifosi (la stragrande maggioranza) che quei cori non li ha pronunciati. Probabilmente per l’articolista esistono cori “giusti” (se rivolti agli avversari) e altri volgari (quelli contro).

Lasciamo ai lettori le riflessioni su quella frase sui somari di notevole rilievo filosofico, summa degli studi approfonditi dei Classici e meritevole, questa sì, di una nomination per il premio Pulitzer. Proprio per questo, qualcuno ha pensato di proporre il giornalista eugubino al sindaco di Gualdo Tadino per un encomio solenne per aver dato lustro alla Città.

Il presidente Barberini forse sarà onorato dei complimenti a lui rivolti da Gini, ma non siamo riusciti a capire dove, in occasione del derby, abbia dimostrato la sua signorilità, che sappiamo tutti non mancargli, dato che non era alla partita e non ha rilasciato la benché minima dichiarazione!!!

Saremmo poi grati a Gini se ci suggerisse anche quali sarebbero le “altre cose” che il Gualdo dovrebbe guardare al posto delle immagini televisive: forse seguire i suoi pensieri (sarebbe certamente curioso), oppure studiare qualche passo grammaticalmente originale del suo articolo? Sorvoliamo sul riferimento alla carta stampata e sulle frasi da ultras quali “ma giocavano in casa?” o “gradinata piena di eugubini”.

Questione stadio. Commovente l’illuminazione che il “nostro” ha in merito allo speaker. E’ vero! E’ di Gualdo, è fatto in casa, tifa Gualdo e legge la formazione del Gualdo tentando, molto umilmente, di imitare quello che fanno in tutti i campi di calcio di questo mondo: leggere la formazione della squadra di casa con maggiore enfasi per far si che i tifosi rispondano con ovazioni, dando una carica in più ai giocatori. Che il Gubbio sia abituato a portarsi dietro, insieme alla squadra, uno speaker personale?

Dopo aver impartito lezioni di “bon ton”, il buon Gini passa, dall’alto della sua amplissima conoscenza dei campi di serie C1, a bacchettare il progettista del Carlo Angelo Luzi, e, conseguentemente, il proprietario del medesimo, cioè il Comune. “Una gradinata da oratorio” sentenzia. E così anche Pinacoli è servito. Addio encomio!

Concludiamo sottolineando il passaggio dedicato a “Sereno Variabile”. In effetti tutto è filato per il verso giusto. Il suo! La trasmissione è stata soltanto uno spot per lo sceneggiato “Don Matteo” in onda, guarda caso, su Rai Due.

Egregio Ubaldo Gini, la prossima volta che vorrà illuminarci con il Suo verbo, La invitiamo molto umilmente, da somari e “soliti volgari” quali Lei ci definisce con il Suo lessico forbito e la cordialità che tutti Le riconoscono (a proposito, ce l’ha ancora quelle simpatiche orecchie da asino con le quali ha accolto, con la signorilità che Le è nota, i giornalisti di Gualdo nella tribuna stampa del San Biagio?), a fare tesoro di quello che Lei stesso ha scritto riguardo al gesto dell’ombrello che avrebbe fatto un giocatore del Gualdo, che così tanto l’ha scandalizzata: “questi episodi scaldano i tifosi!”

P.S. abbiamo intenzionalmente voluto dare un’impronta ironica e sarcastica a questo commento, perché le polemiche, che in fin dei conti sono il sale dei derby, non scendano sul piano degli insulti gratuiti. Le due tifoserie prima, durante e dopo la partita hanno dato prova di civiltà. Non devono essere i giornalisti(di tutte e due le parti) a rovinare questo clima. Sarebbe davvero il colmo. A Ubaldo Gini, cui va riconosciuto il fatto di non essersi trincerato dietro pseudonimi nello scrivere l’articolo, offriamo, se lo vorrà, tutto lo spazio che riterrà opportuno per precisare le sue affermazioni e, eventualmente, contestare le nostre.

(Marco Gubbini – Roberto Casaglia)